Immagine di: Marisa cuoghi utente della Community di Immobiliare.it
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Mia sorella non vuole vendere la casa dei miei genitori defunti.
Mia sorella,per ripicca,non vuole vendere la casa ereditata dai nostri genitori, per me è un ulteriore spesa,vivendo con una pensione minima.Lei,stando bene economicamente,mi mette sempre i bastoni fra le ruote. Posso io, obbligarla a vendere???Come posso fare?A me quei soldi farebbero comodo,di questi tempi.
Grazie Marisa
Domanda inserita: 8 anni e 7 mesi fa, Vendere casa 7 risposte
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Risposte(7)
Utente cancellato

Utente Cancellato
Può obbligarla mettendo all'asta la casa.

ne parli con un legale che la istuirà sul da farsi.
Prima pero si faccia fare una valutazione sull'immobile e chieda a sua sorella di acquistare la sua metà. Se a lei non va bene faccia come le ho detto. si rivolga ad un legale per procedere alla vendita giudiziaria...vedrà che sua Sorella si convincerà a vendere o a comprare la sua parte.

cari saluti
Sandra
Risposta inserita: 8 anni e 7 mesi fa
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Utente cancellato

Utente Cancellato
condivido quanto scritto dalla collega Sandra
Risposta inserita: 8 anni e 7 mesi fa
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Utente cancellato

Utente Cancellato
Posso inoltre aggiungere che il mio ex marito fu nominto dal tribunale di Alessandria come perito proprio per una questione identica a questa. Anche io non ero a conoscenza di questa pratica ma seguendolo nella fase di perizia essendo anche io iscritta come perito ho potuto constatare come un'immobile di 4 eredi laddove uno voleva tenerlo e i tre rimanenti venderlo, esso si trovo spalle al muro quindi o costretto a comprare le quote dei cooeredi o a venderlo a terzi attraverso asta imposta dal giudice.

Cari saluti

Sandra Pellizzari
Risposta inserita: 8 anni e 7 mesi fa
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Utente cancellato

Utente Cancellato
Deve rivolgersi ad un legale necessariamente.
Risposta inserita: 8 anni e 7 mesi fa
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Gentile sig.ra Marisa

purtroppo c'è poco da rivolgersi ad un legale la situazione sta in questi termini .....

nessuno può obbligare sua sorella a vendere e/o acquistare l'altra parte, lei (per assurdo) può mettere in vendita il suo 50% ed in questo caso sua sorella ne avrebbe un diritto di prelazione da esercitare entro i termini di Legge.

Se, scaduto il termine della prelazione sua sorella non volesse comprare il suo 50% lei sarà libera di vendere a qualcun altro ALLO STESSO PREZZO CHIESTO A SUO SORELLA.

Vista così la situazione è una situazione che le lascia poca scelta, perchè nessun "forestiero" acquisterà mai il suo 50% ... e anche se lei volesse venderla ad una cifra irrisoria (per fare un dispetto a sua sorella) sua sorella avrebbe prima il proprio diritto di prelazione.

Se avesse bisogno di ulteriori info non esiti a contattarmi.

Spero di esserle stata utile, Diego
Fonte Web: www.unikasa.it
Risposta inserita: 8 anni e 7 mesi fa
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Ci ritroviamo con la stessa problematica con l’immobile ereditato da mio suocero e mia cognata che ostacola la vendita. Il notaio ci ha consigliato di dividere fisicamente l’appartamento in due se possibile. In questo caso l’altro erede non può opporsi in alcun modo. Basta farsi fare un progetto da un geometra per fare la divisione al catasto. Dopodiché Mura la parte di tua sorella e fai quello che vuoi in quella che decidi essere la tua parte di proprietà
Risposta inserita: 1 mese e 10 giorni fa
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Utente cancellato

Utente Cancellato
Scusate
invece attraverso la formula della scissione ereditaria si procede come prima ho detto attraverso asta, essa è cosa lunga e ovviamente costosa , qui sotto i riferimenti di legge a cui mi rifaccio:
L' alternativa non è particolarmente agevole ed è onerosa dal punto di vista economico.
La divisione giudiziale :
Secondo l’art. 713 c.c., “i coeredi possono sempre domandare la divisione”, e quindi anche nel caso in cui un condividente si trovi in stato di incapacità[11], ed ancorché il bene da dividere abbia “ad oggetto la casa coniugale”[12].

In particolare, “lo stato di comunione ereditaria può essere fatto cessare da ciascuno degli eredi con l’actio communi dividendo”[13], la quale è un’azione giudiziaria, personale ed imprescrittibile, avente per oggetto il diritto potestativo allo scioglimento di una comunione ereditaria, e che presuppone la qualità di erede nell’attore e nei convenuti[14].

Ovviamente, la divisione non è necessaria ove, ex art. 720 c.c., si faccia luogo all’attribuzione unitaria del bene[15], poiché la vendita a terzi costituisce “l’estrema alternativa, alla quale la legge consente di far ricorso”[16], nel caso in cui nessuno dei condividenti richieda (o sia comunque disposto ad accettare) l’assegnazione unitaria del bene non divisibile[17]: “ciò, nello stesso interesse dei condividenti, poiché mentre l’attribuzione (per intero) è fatta in base al valore di stima eseguita con criteri obiettivi, nel caso invece di vendita, a beneficio dei coeredi va il prezzo che non sempre corrisponde al reale valore della cosa, per i rischi che l’asta comporta”[18].

Ciò detto, è possibile ora soffermarsi su alcuni dettagli della procedura:

1) Ex art. 22 c.p.c., è competente il giudice del luogo dell’aperta successione[19].

2) La domanda introduttiva del giudizio è una citazione[20].

3) Si tratta di un procedimento di volontaria giurisdizione in cui possono innestarsi procedimenti contenziosi di ordine vario, e la cui disciplina è contenuta negli artt. 784 e ss. c.p.c.[21].

4) Tutti i coeredi sono litisconsorzi necessari[22].

5) Anche nel processo divisorio è applicabile l’istituto della contumacia[23].

6) La pronuncia del giudice ha carattere meramente dichiarativo ed efficacia retroattiva[24].

7) È possibile chiedere lo scioglimento parziale della comunione ereditaria (e, quindi, limitatamente ad un solo immobile anche nel caso in cui ve ne fossero altri in comunione ereditaria)[25].

Nel caso in cui l’immobile sia "non comodamente divisibile":

8) Il Giudice dispone la vendita all’incanto[26] dell’immobile ex artt. 788 e 576 c.p.c., alle modalità determinate dallo stesso Giudice[27] in caso di mancato accordo delle parti[28], ed anche attraverso il deferimento delle operazioni ad un notaio ex art. 730 c.c.[29].

9) Il prezzo ricavato dalla vendita dovrà distribuirsi tra i condividenti, secondo le rispettive quote[30].

Nel caso in cui l’immobile sia invece "comodamente divisibile":

8) Lo scioglimento della comunione ereditaria avverrà mediante frazionamento dell’immobile[31], attraverso la predisposizione – anche con l’ausilio di un notaio[32] – del progetto di divisione, e quindi l’assegnazione delle porzioni dell’immobile tra le parti[33] secondo le rispettive quote[34].

9) Si precisa che è sempre possibile (oltre che opportuna) la nomina di un esperto ex art. 194 disp. att. c.p.c.[35].

Si sottolinea, inoltre, che “è ormai consolidato in giurisprudenza l’orientamento secondo cui le spese processuali nei giudizi di divisione devono essere poste a carico di tutti i condividenti in proporzione delle rispettive quote”

Specifico che questo tipo di procedura è poco nota e quindi spesso poco considerata.

Cari saluti

sandra pellizzari
Risposta inserita: 8 anni e 7 mesi fa
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